Mi ha inventato Pietro e raccontato mamma Lucia
con l’aiuto di Damiano e babbo Giacomo
Sono il Chebicché, uno squaletto, e sono come ognuno di voi: provo sentimenti ed emozioni che si moltiplicano e mi fanno andare in corto circuito.
• In primo luogo desidero. Desidero giocare, avere amici, divertirmi. Desidero condividere, conoscere e aprirmi al mondo.
• Poi il soffro e mi dispero. Sono deluso, mi sento rifiutato. Sono solo, mi sento escluso e incompreso.
• Infine mi arrabbio. La rabbia profonda che si prova davanti a un’ingiustizia subita, davanti all’impotenza di poter cambiare le cose, un sentimento dirompente e difficile da controllare.
Ed è a questo punto che tiro fuori il coraggio di un supereroe. Eh sì. Perché per guardarsi dentro, mettersi in discussione e andare a cercare quella parte di te che vuoi nascondere a tutti i costi ci vuole l’audacia di un cavaliere che combatte un drago a tre teste!
In questo racconto parlo di diversità e di emozioni, di reazioni e di consapevolezza, della capacità di cogliere il bello di ognuno e anche di sé stessi.
Non è facile riconoscere e gestire le emozioni, soprattutto quando sono così forti da sopraffarci o quando sono troppo dolorose. E allo stesso tempo non è facile per nessuno accettare la diversità – sia nostra che degli altri – e comprendere la ricchezza che sta dietro ad ogni caratteristica.
La diversità ci fa paura: se riguarda noi stessi ci piacerebbe essere il più possibile uguale agli altri, se riguarda gli altri si trasforma spesso in diffidenza.
L’omologazione rasserena. Però a ben vedere appiattisce la realtà.
Capire e sperimentare la ricchezza e la positività delle differenze sin dall’infanzia è una pratica fondamentale, favorisce il benessere e la crescita dei bambini e permette di vedere e comprendere la bellezza di un mondo a colori, assolutamente irregolare e tutto DIVERSO.
Pietro è un bambino di 6 anni che si sveglia ogni mattina con il sorriso . È allegro, entusiasta e molto molto attivo.
È un gran nuotatore : nuota in mare, in piscina e perfino in vasca da bagno
(forse il Chebicché lo ha conosciuto in una delle sue immersioni!).
A 4 anni Pietro ha iniziato a chiamare lo squalo usando la parola” Chebicché”. E se all’inizio nessuno ne capiva il significato, in poco tempo il Chebicché è diventato un compagno quotidiano di avventure per la sua famiglia e per i suoi amici, dando vita a questa e ad altre storie.
Lucia è semplicemente la mamma di Pietro, che ha avuto la fortuna sfacciata di potersi immergere, per un attimo, nel mare colorato dove vive il Chebicché e di osservare cosa stava succedendo. Il resto è venuto da solo, un po’ come quando annaffi le piante con l’acqua con cui hai lavato le verdure e ti accorgi che sta spuntando una piantina nuova e pensi “ma questa, da dove è venuta?”. Perché la vita è travolgente, resiste, è dannatamente testarda e appena trova un piccolo spiraglio esce fuori, come i fiori selvatici che spuntano dalle crepe dei marciapiedi, e ti sorridono, nonostante tutto. Ecco, Lucia è stata semplicemente lo spiraglio.
Quando affrontiamo dei momenti difficili nella vita abbiamo sempre bisogno di un amico che ci aiuti.
Il Riccio è questo, un amico “differente e anche un po’ pungente” che mi a fare pace con me stesso.
Riccio è differente, perché la diversità arricchisce e completa; se sono tutti come te come fai a imparare qualcosa di nuovo?
Riccio è anche pungente, come la verità: per quanto scomoda possa essere ci aiuta ad affrontare la vita con pienezza e soddisfazione.
Perché la Chebidisco?
Perché la musica è bella, ballare è meraviglioso e quando lo facciamo tutti insieme allora diventa una FESTA! E la vita andrebbe festeggiata ogni giorno, perché ogni giorno un Chebicché può scoprire quanta bellezza c’è dentro (e anche fuori) di sé
LIBRERIE DOVE TROVI IL CHEBICCHÈ
• via del Giglio 53, Empoli (FI)
• Piazza Farinata degli Uberti, 18
• via Vincenzo Chiarugi, 55-61
• via Torre, 26 – Montelupo F.no